2019 - Museo Surrealista Regianini

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2019

Novità

Nel periodo estivo, per la consueta esposizione temporanea,
sono presentate due opere che riguardano Milano,
ma toccano una tematica d'attualià:
"le città... ieri e oggi"


Il tema dei cambiamenti che hanno coinvolto le nostre città nei secoli XX e XXI ha sempre affascinato il pittore Regianini, che, in numerose opere, ha voluto rappresentarlo con un intento anche “educativo” e,  chiaramente, di denuncia.  La città viste come luogo di incontri, relazioni, scambi, ma anche città vuote e città ideali, tra contraddizioni presenti e grandezze passate.
Qualche anno fa, nelle esposizioni temporanee del Museo, era stato scelto il tema “periferie”, con città solitarie e rare presenze umane; i colori grigi e bruni comunicavano angoscia e pessimismo.
Quest'anno poniamo l'accento sul "cuore" della città sui contrasti che emergono tra ieri e oggi.
I due dipinti esposti potrebbero essere considerati, secondo l’intento dell’artista, come l’alfa e l’omega di questa evoluzione delle città, l'inizio e… la fine,  l'ordinata bellezza del  passato e il caos del presente.

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MEDIOLANUM
(1985, Olio su tela, cm 50 x 50)

Com'era bella Milano... sembra voler dire il Maestro!
Il potere politico, religioso e militare, ben rappresentati nelle tre figure che occupano gran parte del dipinto, sembrano muoversi compatti e, in armonia, cooperare nel governo della città Sui tre emerge la figura sofferente del Cristo, centrale nella vita del Mediovevo e anche nel quadro.
A completare questa collaborazione tra i vari poteri ecco la democrazia diretta: in alto, sulla sinistra, nel palazzo comunale, appare un angelo, che probabilmente chiama a raccolta il popolo perch
possa prendere le decisioni più utili e più giuste per la comunità
Sulla destra campeggia il  famoso
biscione, un grande serpente dalle fattezze di drago che  simboleggia la città di  Milano. Tale stemma risale al simbolo araldico della nobile famiglia dei Visconti. Non si sa con precisione la sua vera origine, ma, secondo diverse leggende, il famoso biscione appariva fiero sullo scudo di un guerriero di origine islamica che venne ucciso, durante le Crociate, proprio da un Visconti.
Così era Milano
 o, almeno, così la vedeva il Maestro, secondo una nostra interpretazione.
In basso, al centro, un mozzicone di sigaretta che lentamente brucia, quasi un monito per tutti: siamo onesti e collaboriamo, perchè la vita è breve.

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...E VENNERO I MOSTRI A MILANO
(1985, Olio su tela, cm 50 x 50)

Titolo emblematico volto a significare in modo eloquente il modo in cui il pittore vede il degrado della metropoli meneghina e, in genere, delle nostre città.
La bellezza e lordine di un tempo hanno lasciato spazio al caos. Un unico elemento ci ricorda il passato glorioso: lo scheletro del Duomo, su cui svetta e veglia la Madonnina.
Grandi occhi e creature strane, tra cui anche un piccolo essere umano, in basso, paiono essere sorpresi nellosservare un mondo cosincomprensibile. Tutto si aggroviglia in un vortice di rami nodosi dalle sembianze mostruose. Nella parte superiore del dipinto trovano spazio   diverse farfalle, anchesse dotate di enormi occhi; qui hanno individuato il loro abitacolo e qui  prolificano in modo indisturbato.
In basso si intravedono le carte e i dadi, quasi a voler significare che tutto è lasciato al caso, alla sorte.
I mostri hanno preso possesso di quello che è stato il tessuto urbano. L'uomo, volto soltanto a glorificare il dio denaro, ha distrutto ciò che aveva cercato ordinatamente di costruire nei secoli passati. La storia secolare e grandiosa della città e la sua bellezza sono solo un lontanissimo ricordo.
Il colori del cielo e gli ultimi bagliori del sole fanno pensare al tramonto, momento della giornata che ci porta al buio della notte.
Infatti il buio sulla città, purtroppo, arrivato e nulla fa presagire il risveglio, lalba di un nuovo giorno.
Unica nota lieta, unico elemento che possa darci un barlume di speranza in questo caos totale, in cui tutti i valori sembrano essere capovolti, la statua della Madonnina, che protegge e, dallalto, pare guidare la ricostruzione.

Pino B.


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