2012 - Museo Surrealista Regianini

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2012

Novità

"I volti di Cristo" di Regianini

La genesi di un'opera d'arte rivela talvolta delle sorprese. Il nascere di un' idea creativa e la sua successiva realizzazione segue, di solito, un percorso che quasi sempre si sviluppa secondo tappe preordinate, finalizzate alla realizzazione dell'opera. Non è il caso dei volti di Cristo di Regianini... nati da un sogno, raccontato dal Maestro, in un'intervista rilasciata, nel 2012, al giornalista Stefano Vietina e visualizzabile su YouTube col titolo "Il sogno di Regianini tra Surrealismo e realtà".

"Cristo, Dio, figlio di Dio, vero uomo, uno di noi": così il pittore sottotitolava la sezione "Il Cristo" pubblicata in una delle sue monografie. In effetti, questi 7 volti di Cristo rappresen tano il figlio di Dio come "uno di noi", con le sembianze più diverse dell'uomo. Traspare, dai dipinti, la divinità del Cristo, evidenziata anche dalle aureole, ma anche la sua ricca umanità, resa realisticamente dalle varie espressioni del volto e da connotati fisici particola ri. Il punto focale delle opere è incentrato sulla sofferenza, rappresentata nei volti scavati, tutti con la corona di spine o, ne "L'internato", di filo spinato. La sofferenza e il dolore, in fatti, accomunano, soprattutto, il Cristo e l'umanità intera.   

Riproduciamo, di seguito, il racconto del pittore, tratto dall'intervista.
"Ho fatto un sogno: davanti c'era il Cristo e dietro di Lui una moltitudine di persone. Io ero tra di loro e fissavo questo Uomo, questa figura, che, ogni, tanto, si voltava e osservava i suoi seguaci, sorridendo. Io vedevo il volto di una persona coi capelli biondi. Andando avanti, il Cristo ogni tanto si rigirava e lo vedevo coi capelli scuri, poi... con altre sembian ze, un insieme di visi che mi lasciava sconcertato. Mi sono svegliato improvvisamente e mi sono chiesto:
- Cosa vorrà significare questa moltitudine di visi così diversi? Che siano... le varie facce degli uomini?
Allora mi sono detto:
- Devo realizzare una serie di dipinti con i vari Cristi che ho sognato...e che ho ben impres si nella mente.
Ho ritenuto la cosa molto interessante, così ho tradotto il sogno in visioni reali e ho ripro dotto il Cristo in 7 opere di uguali dimensioni.
In particolare, con L'Internato ho pensato di accostare il Cristo a quello di un internato nei campi di concentramento, uniti nella sofferenza. Ho rappresentato l'uomo scarno con il cie lo nero come sfondo. Attorno alla testa, invece della corona di spine, ho messo la corona di filo spinato, che richiama i campi di concentramento".  


 
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