#mountainrites (24 febbraio-1 marzo) - Museo Surrealista Regianini

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#mountainrites (24 febbraio-1 marzo)

Novità > DOLOMITI UNESCO 2020

Il primo hashtag è dedicato alle tradizioni del territorio dolomitico:
dalle leggende ai canti, dai racconti ai proverbi,
dalle ricette tradizionali alle mascherate tipiche del periodo invernale,
che vedono nel Carnevale il momento del risveglio della natura.

Il Museo Regianini partecipa condividendo 2 dipinti sulle ongane,
conservati nella Sala Local Art del Museo,
accompagnati dalla presentazione dei dipinti fatta dal pittore...

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LE GIOVANI ONGANE

Il dipinto illustra, in modo simbolico e fantastico, il raduno di alcune creature, denominate dalla leggenda "ongane", streghe buone e gentili, ninfe dei boschi.
Avevano corpi statuari, dalla carnagione chiara, denti bianchissimi, lunghissimi capelli biondi e gambe perfette con piedini di capra.
Sulla testa portavano variopinte ghirlande e anche il corpo seminudo era coperto da fiori.
Le ongane danzavano e cantavano gioiosamente nelle radure e attorno ai laghetti e si raccontava fossero capaci, grazie alla loro affascinante bellezza, di incantare i giovani che malcapitatamente si trovavano a passare per quei luoghi e che tornavano a casa turbati, quasi stregati, e trascorrevano la notte delirando.
Tutto ciò è stato illustrato in questo dipinto con uno stile volutamente classico e popolare, di facile lettura, e l'immagine è stata resa ancora più suggestiva dall'utilizzo di colori dai toni armonici e dalle gamme gioiose.
LUIGI REGIANINI

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VECCHIE ONGANE

La leggenda ci ha fatto conoscere che, in tempi passati, nei boschi c'erano le vecchie streghe, chiamate "ongane".
Queste donne, dall'aspetto orribile, erano magre, sdentate e molto alte, circa due o tre metri. Avevano seni grossissimi e cadenti, talmente lunghi che potevano buttarli dietro le spalle, ed i loro corpi, semicoperti da pelli di pecora, emanavano uno sgradevole odore di sego.
Le "ongane" si cibavano di bacche, anche velenosissime, che, però, su di loro non avevano effetto mortale.
Si raccontava che i bambini che incappavano in loro corressero il rischio di essere rapiti e portati in antri o caverne.
La tavola dipinta illustra, con suggestivi colori dai toni cupi, un angolo di montagna ai margini del bosco, dove vivevano queste tremende streghe, e le loro figure dal ributtante aspetto. L'ambiente è reso inoltre maggiormente drammatico dal temporale incombente e dalla caduta di numerosi fulmini.
Un contadino, colpito dalla vista di queste vecchie "ongane", fugge terrorizzato.

LUIGI REGIANINI

 
Museo Regianini - Costalissoio (BL) - Per INFO Regola Tel. 0435 62600
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